Sevilla run 2024
Siviglia, città dell'Andalusia, patria del Flamenco, qui i 4 amici (Oci, Roby e 2 simpatizzanti) parteciperanno alla mezza maratona che si svolge l'ultima domenica di gennaio.
Un weekend lungo tra cultura e sport.
Dall'aeroporto, il centro città si raggiunge facilmente con i mezzi pubblici, c'è un autobus dedicato al prezzo di 4€ ed il viaggio dura attorno ai 45'. La particolarità che cattura il nostro sguardo appena arriviamo in centro sono gli alberi di arance amare, ce ne sono più di 40 mila che colorano strade, quartieri ed ogni angolo della città.
Al nostro arrivo nel pomeriggio di venerdì le strade sono affollate di gente, locali pieni ed un clima decisamente più accogliente del nord est friulano, qui siamo coccolati dal sole e da temperature sopra i 20 gradi.
Visitando il centro storico si possono notare i vari stili architettonici che contraddistinguono la città.
Siviglia è stata dall'inizio e per un lungo periodo sotto il controllo di Damasco, quindi di fede islamica, molti edifici ne portano ancora i resti, tra i quali il palazzo del re, la parte inferiore del campanile (ex minareto) e la porta del Perdono.
Diventa di fede cristiana dopo la riconquista da parte di Ferdinando III; numerose le trasformazioni che subì e l'influenza delle varie correnti artistico/storiche l'hanno trasformata in come la possiamo vedere oggi.
- La cattedrale di stile gotico ed è una tra le più estese
- Il campanile dove si denota la coesistenza tra islam e cristianesimo
- Plaza de Toros, museo e arena dove si disputava la corrida
- Torre dell'oro, che è una torre di avvistamento del XIII secolo
Qui vi accogerete che il sole tramonta più tardi rispetto all'Italia, sebbene Siviglia è più vicina al Portogallo, per un'ordinanza del marzo del 1940, il dittatore Francisco Franco decise di adeguare l’orario spagnolo con quello di Italia e Germania e non quello di Londra.
Dopo la cena, consumata in uno dei caratteristici locali dove si possono guastare i piatti locali a prezzi contenuti la serata prosegue all'interno di vari bar tra un bicchiere ed una chiacchiera ammirando le bellezze locali, qui notiamo che il genere femminile è predominante e sono molto avvenenti.
Il sabato è l'ultimo giorno disponibile per il ritiro pettorali, in mattinata ci rechiamo al polisportivo San Pablo per prendere il materiale per la gara; nel piazzale c'è già una lunga fila di partecipanti in attesa di entrare nel palazzetto .........sarà una gara molto partecipata.
Dopo l'espletamento della parte burocratica, si è fatta già l'ora di pranzo che decidiamo di consumare in uno dei localini di C. San Jacinto, nel quartiere gitano di Triana. Tutti i locali sono molto affollati, alcuni bar chic (per la presenza di donzelle avvenenti) li trovate lungo via Colón durante l'happy hour e nella serata quando fanno musica.
Il pomeriggio prosegue nel cuore della città per respirare l'atmosfera spagnola, nelle vie più periferiche si cammina molto facilmente non essendoci molta gente ma appena si raggiunge il centro, il progredire diventa sempre più lento. Un addensamento di persone riversate in piazze e vicoli, sia per lo shopping, sia per la scoperta della città che per seguire la processione del santo patrono lungo le vie del centro.
Qui in Spagna sono molto religiosi.
Prima di rientrare in appartamento optiamo per una salita alla sommità della Setas, attraverso un percorso circolare si può ammirare la città da varie angolature. Qui alcune foto al tramonto.
Dopo esserci sistemati per la serata usciamo per la cena, per una passeggiata e per qualche drink da gustare in alcuni dei bar della zona e rientrare ad un orario consono per un buon riposo in attesa della fatica che ci spetterà la mattina.
Domenica, giorno dell'attesa gara, circa 12.000 runner di cui il 3400 donne prenderanno il via alle ore 9:00 da P.o de las Delicias, il viale di fronte a parco de Maria Luisa e noi siamo fra quelli, anzi siamo quelli della seconda griglia.
Il percorso richiama un otto, la prima metà si corre verso il quartiere di Triana mentre la seconda metà nella parte vecchia, il percorso è molto veloce, non noioso e si presta al miglioramento del proprio personal best, da cornice il molto pubblico lungo il percorso che incita i concorrenti.
Clima e temperatura perfetti per correre, anche se di primo mattino il cielo era un po' velato poi il sole ha fatto da padrone.
La gara viene vinta, come è consuetudine, da atleti africani sia per quanto riguarda la gara maschile che femminile, vogliamo però evidenziare la prestazioni dei due nostri atleti italiani, Iliass Aouani e Rebecca Lonedo classificatisi 3° assoluti.
Noi, nel nostro piccolo, ci siamo difesi in terra spagnola, concludiamo poco sopra la millesima posizione.
Contenti dei nostri risultati rientriamo in appartamento per docce e per una pausa di rigenerazione muscolare. Nel pomeriggio ci attende un giretto tranquillo in centro con pranzo presso uno dei tipici locali di tapas ed un po' di dolcezza a base di dolci e bibite reintegranti presso un bar gestito da un ragazzo italiano nei pressi della Plaza de la Encarnaciòn.
L'ultima serata, cena a base di paella Sivigliana presso un ristorante del centro.
Particolarità del locale sono le teste di toro appese come trofei dalle vittorie dei più famosi toreri nell'arena. Dopo cena notiamo che le vie sono meno affollate rispetto ai giorni precedenti, la gran parte dei turisti che hanno partecipato alla gara sono rientrati, ci concediamo gli ultimi drink prima di andare a dormire.
Lunedì, ultimo giorno, la mattina la dedichiamo alla visita guidata dei principali monumenti della città.
Ritrovo con la guida in piazza di Spagna, all'interno del parco di Maria Luisa che è il più grande di Siviglia.
Il Padiglione di Spagna si affaccia sulla Plaza de España, inaugurati nel 1929 in occasione dell'esposizione Iberoamericana; fu il più grande complesso realizzato per quell'evento. La mostra venne realizzata nel nome della fratellanza tra Spagna, Iberoamerica, Stati Uniti, Portogallo e Brasile.
La piazza è a forma semicircolare e rappresenta l'abbraccio della Spagna e delle sue antiche colonie; guarda verso il fiume Guadalquivir e simboleggia la strada da seguire per l'America. La piazza è decorata in mattoni a vista, marmo e ceramica, che danno un tocco rinascimentale e barocco alle sue due torri, Nord e Sud.
Il canale che attraversa la piazza è scavalcato da quattro ponti che rappresentano i quattro antichi regni di Spagna. Appoggiata alle pareti si trova una serie di panche e di ornamenti in ceramica che formano degli spazi che alludono alle quarantotto province spagnole.
La visita prosegue verso il palazzo delle esposizioni, l'odierna università che era l'ex fabbrica di tabacco, la vecchia prigione che è un piccolo edificio collocato esternamente all'ateneo, l'hotel Alfonso XIII che merita un saltino per una visita veloce alla hall, Plaza del Triunfo. Da qui troviamo la Puerta del Leon dalla quale si accede al Real Alcázar de Sevilla dove è sito il palazzo del re.
L'archivio generale delle Indie, dove sono conservati tutti i documenti riguardante la scoperta delle Americhe, la cattedrale di Siviglia e la Giralda, la Puerta del Perdon. Da qui proseguiamo verso il municipio di Siviglia (in stile barocco ma con parti ancora incompiute), il Patio de los Naranjos del Salvador (anche qui troviamo i segni della conversione da islamismo a cristianesimo) per terminare la visita guidata al Metropol Parasol o Setas, che è una struttura a forma di pergola realizzata in legno e cemento sito nella centrale Plaza de la Encarnaciòn.
La permanenza a Siviglia è giunta al termine, ora una breve sosta in attesa di dirigerci in areoporto per il rientro in Italia.
Giunti in suolo italiano ci accorgiamo che il clima è decisamente diverso, cielo grigio, temperatura attorno ai 3°...e già sentiamo la mancanza della Spagna.